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  • Antonia Chiara Scardicchio, dal 2005 ricercatore a tempo indeterminato, è prof.re aggregato in Pedagogia Sperimentale... moreedit
The Report presents the results of a qualitative study conducted from 2012 to 2018, with a phenomenological-hermeneutic research approach, around the TRASE Model. The Report, by a critical-interpretative nature, identifies the elements of... more
The Report presents the results of a qualitative study conducted from 2012 to 2018, with a
phenomenological-hermeneutic research approach, around the TRASE Model.
The Report, by a critical-interpretative nature, identifies the elements of strength and
innovation that allow the TRASE Model to stand out in the international literature about
adult learning in organizations. The study identifies three core-focus as main outcomes of
TRASE vision and practises.
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The ‘Caviardage – Metodo Tina Festa’ is known as a poetic creative writing game, in the international range of ‘found poetry’ practices, distinguishing itself for the epistemological richness of the foundation and its reverberations in... more
The ‘Caviardage – Metodo Tina Festa’ is known as a poetic
creative writing game, in the international range of ‘found poetry’
practices, distinguishing itself for the epistemological richness of the
foundation and its reverberations in adult life-long-learning. Tactile and
epistemic exercise at the same time, method no-method, it reveals a
philosophically relevant plan: abductive research practice of observation
of the ‘unnoticed’ before, this game is similar to science, what Bateson
intended as an aesthetic exercise that breaks and interrupts the
taxonomic attitude to put ‘thoughts in line’, allows to overcome a
‘cartographic image of knowledge’. The essay also presents the results of
an empirical research that has been investigating the connections
between this practice and its reverberations concerning processes of
meta-thoughts, exploring the connections between ‘poetry’ as metamodus of knowledge and un-learning as meta-modus of the most
evolved reflexivity. In this perspective, the meaning of ‘aesthetic’ is
problematized in the contexts of education in adulthood, combining the
intuitions of Bateson and the theoreticians of complexity with a
game/language… only apparently simple.
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La riflessione intorno alle forme ed alle metaforme della saggistica pedagogica si innesta all’interno delle riflessioni inerenti l’epistemologia della scienza contemporanea. La questione è insieme attuale e antica: interrogarsi intorno... more
La riflessione intorno alle forme ed alle metaforme della saggistica pedagogica si innesta all’interno delle riflessioni inerenti l’epistemologia della scienza contemporanea.

La questione è insieme attuale e antica: interrogarsi intorno ai metodi ed ai linguaggi della scienza è interrogativo che nasce con la scienza stessa e con la necessità di demarcare episteme e doxa e che, pertanto, riporta ai temi della relazione tra quantità e qualità, oggettività e soggettività, universale e particolare.



Il saggio ha inteso ritagliare una prospettiva circoscritta tra le molteplici indicate dalla call, soffermandosi sui modi dei linguaggi nella saggistica pedagogica e interrogandosi a proposito delle possibili congiunzioni tra scientifico e poetico nella letteratura accademica, provando a sperimentare una possibile coniugazione tra forme esatte e forme erranti della comunicazione scientifica.
Lo sfondo della riflessione è nella visione sistemica che connette Bateson a Morin, Calvino alle teorie della complessità, la poesia all’irriducibile incertezza ed ai limiti della conoscenza, così come emergenti dalle indicazioni della fisica contemporanea, riportando la scelta del linguaggio estetico nella produzione saggistica alla scelta della postura epistemologica che ogni ricercatore, in pedagogia così come in ogni disciplina accademica, sceglie come forma e metaforma della sua ricerca: interrogarsi non solo sui contenuti ma anche sulle proprie cornici.
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Una narrazione per dire di ricerca scientifica. Una scrittura saggistica per dire di ricerca interiore. E poi l’intermezzo delle pagine di un libro per bambini. Il saggio è un piccolo esperimento sistemico di ibridazioni tra forme:... more
Una narrazione per dire di ricerca scientifica.
Una scrittura saggistica per dire di ricerca interiore.
E poi l’intermezzo delle pagine di un libro per bambini.
Il saggio è un piccolo esperimento sistemico di ibridazioni tra forme: scrittura narrativa,
scrittura scientifica, illustrazione.
Delle parti scritte, la 2 e 4 aspirano ad essere chiare, mentre la 1 e la 3 sono… ambigue.
Cosa è preferibile? L’epilogo congiunge, forse.

(Dalla cervicale scientista alla scuola di funambolismo: tentativi di abduzioni, interstizi, connessioni… tra ricerca e misericordia, epistemologia e coraggio).

Parole chiave
Limiti della conoscenza; deliri della conoscenza; forme e metaforme della comunicazione scientifica; biografie epistemologiche; misericordia epistemica.
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Didattiche estetiche e giochi come abduzioni. Arte-bio-grafia nell'interstizio tra creatività e complessità
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Il saggio muove da una metafora letteraria, Palomar di Italo Calvino, per interrogarsi in merito ai limiti, nella cura come nel ragionamento diagnostico, della medicina che riduce e del medico che astrae da se stesso. Addita,... more
Il saggio muove da una metafora letteraria, Palomar di Italo Calvino, per interrogarsi in
merito ai limiti, nella cura come nel ragionamento diagnostico, della medicina che
riduce e del medico che astrae da se stesso. Addita, fugacemente, la proposta per una
formazione in sanità che accolga il vaglio della auto-eco-conoscenza
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“Mi piacerebbe che in tutte le facoltà scientifiche si insistesse a oltranza su un punto: ciò che farai quando eserciterai la professione può essere utile per il genere umano, o neutro, o nocivo. (...) Non nasconderti dietro l'ipocrisia... more
“Mi piacerebbe  che in tutte le facoltà scientifiche si insistesse a oltranza su un punto: ciò che farai quando eserciterai la professione può essere utile per il genere umano, o neutro, o nocivo. (...) Non nasconderti dietro l'ipocrisia della scienza neutra: sei abbastanza dotto da saper valutare se dall'uovo che stai covando sguscerà una colomba o un cobra o una chimera o magari nulla”.
Primo Levi
La riflessione intorno alle possibilità di incontro e non di autoesclusione tra verità e metodo assume una connotazione precipua anche intorno proprio ai discorsi sulla ricerca empirica in educazione: laddove si risemantizzino problematicisticamente le stesse espressioni di verità e di metodo.
Laddove allora, la verità non sia religiosamente – nel senso di assolutisticamente – intesa ma dalle lezioni della postmodernità – da Husserl a Godel - , sia intesa come continua approssimazione, come processo e non come stato: laddove proprio dalle scienze esatte, e dalla fisica, invero quella quantistica, abbiamo appreso che perturbazione, flessibilità e mutamento non sono sinonimi di relativismo ma equivalenti di creatività e vita.
Verità fuzzy che non per questo ci rinnovi il peso della caducità e della fugacità e dell’esistere umano. Verità che proprio nell’imprescindibilità della soggettività sappia approssimarsi ad una oggettività fatta non di regolarità e leggi ma di condivisione, comunione, trascendenza nell’immanenza: intersoggettività nell’elaborazione husserliana.
E laddove anche il metodo non sia più, cartesianamente, il protocollo deduttivamente stabilito che diventa programma e procedura standardizzata come una monade inaccessibile dall’esterno, ove lo scarto dal previsto è errore sia solo deviazione dalla norma, ma laddove la scientificità sia garantita  da un meta metodo : l’interrogazione continua.
Poiché il metodo è antimetodo quando voglia farsi teleologia ed ontologia.
E poiché, a lezione dall’anarchismo metodologico di Feyerabend, abbiamo appreso che non esiste metodo in sé che sia garanzia di scientificità..
La garanzia della scienza è la sua procedura di autocorrezione, intesa non tanto e non soltanto popperianemente ma, anche e soprattutto, come possibilità di autoconoscenza, da parte di chi ricerca, della propria epistemologia implicita (Ceruti, 1999), spesso inespressa (PolanyI, 1966) e, dunque, per questo, pericolosa (Bateson, 1993): la soggettività dell’epistemologia imprescindibile di ognuno richiede allora, con le parole di Bruner, il “prendere coscienza, in primo luogo, del nostro processo di formulazione della conoscenza, e inoltre di divenire quanto più possibile consci dei valori che sono responsabili del nostro modo di vedere”  : riconoscere che poiché anche il metodo, come l’epistemologia di un ricercatore, è sempre biograficamente connotato, allora a fondamento della competenza metodologica ne occorre una epistemologica: “pensare i presupposti del pensare” ( Bruner, 1990, 44).
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Summary The paper aims to illustrate the links between the Rodari’s work and scientific revolutions of the twentieth century, suggesting the Rodari’s games like complex epistemological exercise and his works as parables of living... more
Summary
The paper aims to illustrate the links between the Rodari’s work and scientific revolutions of the twentieth century, suggesting the Rodari’s games like complex epistemological exercise and his works as parables of living systems.
Key words: Knowledge crossing, chaos, creativity, learning

Sommario
Il saggio intende illustrare i nessi tra l’opera rodariana e le rivoluzioni scientifiche del Novecento, proponendo la frequentazione con i giochi rodariani come esercizio epistemologico complesso e le sue opere come parabole dei sistemi viventi.
Parole chiave: Crossing disciplinare, caos, creatività, apprendimento
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Moving from the evidence of neuroscience about the importance of "joyful" dimension in the learning process, both in childhood than in adulthood, the essay discusses about isomorphism - neurobiologically founded - between knowledge and... more
Moving from the evidence of neuroscience about the importance of "joyful" dimension in the learning process, both in childhood than in adulthood, the essay discusses about isomorphism - neurobiologically founded - between knowledge and play. It moves from one stydy in particular, as a pre- text for neuropedagogical reflection around the "joy": joy in education process is described like an epistemological and didactic interweaving between form and content, knowledge and passion, dimensions of meaning and relationship. The landing is related to the acceptance of the systemic dimension in the design and evaluation of adult education: the appearance of "joyful", therefore, does not coincide with lightness and dilution of knowledge but with the understanding of its complexity. The invitation, both epistemological as pragmatic, is the recognition of the indispensability of "neurodidatics skills" (Rivoltella, 2012) for anyone involved in education and relationships.
Research Interests:
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Moving from the evidence of neuroscience about the importance of " joyful " dimension in the learning process, both in childhood than in adulthood, the essay discusses about isomorphism - neurobiologically founded - between knowledge and... more
Moving from the evidence of neuroscience about the importance of " joyful " dimension in the learning process, both in childhood than in adulthood, the essay discusses about isomorphism - neurobiologically founded - between knowledge and play .
It moves from one stydy in particular, as a pre- text for neuropedagogical reflection around the " joy ": joy in education process is described like an epistemological and didactic interweaving between form and content, knowledge and passion, dimensions of meaning and relationship.
The landing is related to the acceptance of the systemic dimension in the design and evaluation of adult education : the appearance of " joyful " , therefore , does not coincide with lightness and dilution of knowledge but with the understanding of its complexity.
The invitation, both epistemological as pragmatic, is the recognition of the indispensability of "neurodidatics skills" ( Revolver , 2012) for anyone involved in education and relationships.

Key words:  neurobiology - adult learning - training of trainers - systemic design of the training
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